Archivi tag: Civati

Civoti, Civeti, Civiti, Civuti*

BayJVmXCUAAJcVe.jpg-large

Mia nonna era comunista. Lo era fin da giovane, praticamente da sempre. È stata comunista per tutto il ventennio fascista, era stata anche schedata dalla polizia politica. Quando, dopo due anni nei quali si era sempre rifiutata di comprare a mio padre la divisa da balilla, il direttore della scuola decise di regalargliene una, lei fece una ramanzina a suo figlio che l’aveva portata a casa e la mattina dopo andò nell’ufficio del direttore e gliela restituì.
Mia nonna è morta comunista, anni fa, un po’ delusa ma non pentita. Aveva una testa durissima, mia nonna.

Mio nonno era un libero pensatore, e un sognatore. Aveva la casa piena di libri, e teneva sul comodino una copia degli Essais di Montaigne, in francese. Il francese, e anche un po’ di tedesco, li aveva imparati da solo. Aveva interi scaffali di libri di religione e storia delle religioni, ma si professava agnostico. Mi portava con lui in lunghe passeggiate in montagna, in cerca di funghi. Non parlavamo molto, ma ogni tanto si fermava a indicarmi una pianta, o un’erba, spiegandomene il nome scientifico, le proprietà e qualche curiosità botanica. Aveva una passione per i giochi di parole, non sempre felicissimi a dire il vero. Mi ricordo che diceva spesso cose tipo “robe da chiodi, disse Carlo Martello”, o “piove a dir nove”.

Domani, votando alle primarie del PD, credo che penserò un po’ anche a loro. Domani, se non si fosse capito, voterò per Civati. Le motivazioni logiche e razionali della mia scelta sono molto simili a quelle che già qualcun altro ha bene espresso, e ve le lascio leggere da lui, se ne avete voglia.

Le ragioni del cuore, invece, si possono forse trovare in quello che ho scritto sopra. Suppongo che grazie ai miei nonni io abbia sviluppato un debole per le persone coerenti, con la testa dura, ma anche per i sognatori, i curiosi e per chi è aperto al dialogo e alla comprensione.
E senz’altro ho un fortissimo debole per chiunque abbia – e temo di rientrare nella categoria – una dipendenza patologica dai giochi di parole.
Non sempre riusciti, a dire il vero.

* P.S.: Il titolo lo devo a un tizio che, pure lui, non disdegna il calembour.


gravita' zero

God damn it, you've got to be kind.